Trastevere, cambia la geografia dei pubblici esercizi: cresce il take away, calano i bar

L’evoluzione del tessuto commerciale di Trastevere conferma una trasformazione ormai evidente: aumentano le attività dedicate alla ristorazione da asporto, diminuiscono i bar tradizionali e cambia profondamente l’equilibrio del quartiere. È quanto emerge dall’indagine sulla demografia dei pubblici esercizi, realizzata da Fipe-Confcommercio con un focus sul territorio romano.

L’analisi fotografa un cambiamento significativo nel periodo 2015-2025. Nell’area esaminata i locali dedicati alla ristorazione da asporto sono cresciuti del 33,3%, i ristoranti con servizio del 12,4% e gelaterie e pasticcerie del 20%, mentre i bar sono diminuiti del 24,1%. Complessivamente le attività sono aumentate del 3,3%, ma è cambiata profondamente la composizione dell’offerta.

Secondo il presidente di Fipe Confcommercio Roma, Sergio Paolantoni, la diffusione dei take away pone interrogativi che riguardano la qualità dello spazio urbano e la gestione della movida. «Si tratta spesso di esercizi privi di spazi, personale e servizio, con costi inferiori rispetto ai pubblici esercizi tradizionali e che beneficiano di una domanda molto consistente nelle aree più attrattive della città»

La questione, tuttavia, non riguarda soltanto Trastevere. Il fenomeno si inserisce in un quadro nazionale più ampio che interessa molte città italiane, dove la concentrazione di alcune tipologie di attività rischia di alterare l’equilibrio tra sviluppo economico, vivibilità dei quartieri e qualità dell’offerta.

Nella ricerca che FIPE ha realizzato in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, si evidenzia come i pubblici esercizi rappresentino un presidio sociale ed economico fondamentale per le comunità locali. Lo studio richiama la necessità di superare gli interventi emergenziali e le ordinanze temporanee, puntando invece su una regolamentazione organica che consenta alle amministrazioni di governare le trasformazioni commerciali attraverso strumenti di pianificazione efficaci.

L’obiettivo è preservare il ruolo dei pubblici esercizi di qualità come luoghi di aggregazione, garantendo al tempo stesso un corretto equilibrio tra libertà d’impresa, concorrenza, decoro urbano e qualità della vita dei residenti.

L’esperienza di Trastevere rappresenta quindi un caso emblematico: monitorare l’evoluzione della rete commerciale e dotarsi di regole adeguate significa tutelare non solo uno dei quartieri simbolo di Roma, ma anche il valore economico, sociale e culturale che i pubblici esercizi esprimono sul territorio.