Il prezzo medio di una tazzina di caffè nella provincia di Roma è salito a 1,14 euro ad aprile 2025, con un incremento del 6,5% rispetto all’anno precedente, quando la tazzina costava mediamente 1,07 euro. Un aumento di appena 7 centesimi che, sottolinea FIPE Roma, va letto nel contesto dell’aumento generale dei costi che gravano sulle imprese del settore.
Nonostante gli aumenti del costo della materia prima, il prezzo del caffè al bar a Roma resta tra i più bassi d’Europa. Nel confronto con il 2022, quando l’espresso costava in media 1,03 euro, l’incremento in tre anni è stato del 10,7%, a fronte di un’inflazione complessiva dell’11,1% nello stesso periodo.
Il Presidente di FIPE-Confcommercio Roma, Sergio Paolantoni, evidenzia come sia sempre più complicato per i bar fare ricavi su prodotti a basso prezzo unitario: “Analizzare la dinamica dei prezzi del caffè espresso al bar non può prescindere dal ruolo che la tazzina riveste nelle vendite complessive che da noi è generalmente alto. Il risultato è che se aumentano i costi, ad esempio quello d’affitto, è proprio sulla tazzina che siamo costretti a recuperarli in modo almeno proporzionale. Fare fatturato con un prezzo unitario che oscilla intorno all’euro dando un servizio che i consumatori continuano ad apprezzare è un’equazione sempre più difficile da risolvere. Non è un caso che continuano ad essere tanti i bar che ogni anno chiudono i battenti”.

